Nelle case riscaldate o in quelle bombardate, tra le tende allagate o le capanne distrutte, cullata in un barcone in mezzo al mare, protetta dalla neve in un sentiero di montagna, l’infanzia viene al mondo.
Sugli schermi delle nostre case si compone un presepe quotidiano: le coordinate geografiche variano, ma c’è sempre un bambino al centro; non ha parole né argomentazioni, non ha forza né potere. La sua presenza, il suo volto è domanda e risposta.
Pochi sanno riconoscere la divinità incarnata in un bimbo: è così da sempre. È propria dei pastori che hanno a cuore gli agnellini e distinguono gli ululati dei lupi dai cori degli angeli; dei magi che scrutano il cielo, viaggiatori sapienti senza permesso di sostare ma ricchi di doni. Solo loro si inginocchiano davanti a un bimbo perché lo riconoscono come il Salvatore.
Quanti sguardi di bimbi aspettano di essere visti e accolti?
Guardare anche oggi ogni bimbo come immagine di Dio può essere la nostra salvezza, la salvezza della nostra umanità.
Che sia davvero un buon Natale per tutti!
Valeria Rossi
( presidente La Goccia odv)