Cafam, dieci associazioni in rete per rilanciare l’affido familiare nelle Marche

Costruire nelle Marche un sistema dell’affido familiare più omogeneo, efficace e capace di sostenere concretamente i minori e le famiglie accoglienti. È l’obiettivo dell’accordo programmatico del Cafam, il Coordinamento delle associazioni delle famiglie affidatarie delle Marche, che è stato presentato e sottoscritto sabato 27 giugno 2026 a Macerata.

L’incontro, dal titolo “Cafam, una rete per l’accoglienza, una voce per il cambiamento”, si è svolto nella sede dell’associazione La Goccia.

A sottoscrivere l’accordo sono le dieci associazioni aderenti al Coordinamento: Ecco Tuo Figlio, Famiglie per l’Accoglienza, La Goccia, Metacometa, Mondo Minore, Comunità Papa Giovanni XXIII, Rete Solidale Ambito 21, Tabgha – Insieme per Accogliere, Un Tetto e Una Famiglia per Tutti.

L’accordo programmatico rappresenta una nuova tappa di un percorso avviato oltre dieci anni fa. Nato nel 2013, il Cafam mette in rete le realtà marchigiane impegnate nella promozione dell’affido familiare e nell’accoglienza dei minori che vivono situazioni di fragilità.

In oltre dieci anni di attività promuove iniziative di sensibilizzazione, formazione e sostegno alle famiglie affidatarie, collaborando con enti locali, Ambiti territoriali sociali, servizi sociosanitari e istituzioni regionali.

Nel luglio 2025 il Coordinamento avvia una nuova fase, ampliando la propria composizione a dieci associazioni e rafforzando la capacità di rappresentare le esperienze diffuse sul territorio regionale. I “Cantieri di idee” organizzati online e il convegno regionale del 31 gennaio 2026 ad Ancona diventano occasioni di ascolto e progettazione, con il coinvolgimento di famiglie, operatori, cittadini ed esperti di livello nazionale.

Da questo percorso emerge una convinzione condivisa: l’affido familiare non può poggiare esclusivamente sulla disponibilità e sulla generosità delle singole famiglie. Ha bisogno di una comunità accogliente, di servizi preparati e di istituzioni capaci di collaborare in maniera stabile.

“L’affido familiare non è soltanto una risposta a un’emergenza, ma una scelta di civiltà. Una comunità che sostiene l’accoglienza investe sul proprio futuro, rafforza la coesione sociale e tutela i diritti dei bambini e dei ragazzi più fragili”, sottolinea il Coordinamento.

La domanda da cui riparte il nuovo percorso del Cafam non è quindi soltanto “Chi è disposto ad accogliere?”, ma “Come possiamo costruire insieme una comunità capace di accogliere?”.

Su rai play è possibile vedere l’intervista e le riprese della giornata andate in onda il 27/6/26 alle ore 14