Josephine, l’unica sopravvissuta al naufragio libico

Questa foto, oggi, interroga tutti noi e ci chiede di scegliere in che tipo di società desideriamo vivere.

Lo sguardo assente, sospeso fra la vita e la morte, di Josefa, ci riporta alla brutale realtà di quello che sta avvenendo nel Mediterraneo, dove salvare vite umane non sembra essere più un imperativo. Josefa è rimasta due giorni in mare, attaccata ad un pezzo di legno, prima che i volontari della Ong spagnola Open Arms la soccorressero al largo della Libia. Meno “fortunati” di lei, una madre e un bimbo, di cui sono stati ritrovati i corpi. Per loro, il soccorso è arrivato troppo tardi.

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